Due recensioni all’ultimo libro di Elio Rindone

Salvatore Fricano 0 commenti 924 visite

 

UN LIBRO MERAVIGLIOSO DA NON PERDERE

 ELIO RINDONE, Chi è Gesù di Nazareth?, Roma 2011, pagg. 240, prezzo di copertina euro 15, ma acquistabile on line sul sito ilmiolibro.it a 10 euro.

Ecco un nuovo libro su Gesù di Nazareth che l’Autore, già docente di storia e filosofia, pubblica dopo anni di studi sull’ermeneutica biblica e sul Gesù storico.

Leggendolo, ho trovato ampia traccia del pensiero del teologo E. Schillebeeckx che Rindone conobbe nei tre anni in cui svolse ricerche presso l’università di Nimega nei Paesi Bassi. L’Autore, assai documentato sulle ricerche del dopoconcilio, evidentemente ha scelto di non confrontarsi con alcuni studiosi dell’ultima generazione (Tamayo, Vigil, Gianotto, Pesce, Hick, Knitter, Gebara, Patterson, Lenaers, E. Johnson…..), ma ha tracciato un itinerario densissimo e prezioso. Egli attrezza il lettore per avvicinarsi alle fonti bibliche, interpreta i titoli messianici e si sofferma sul titolo di “Figlio di Dio”, dialoga rispetto alle nuove prospettive, s’interroga sulle cristologie classiche, affronta la questione dei segni, illustra la concezione gesuana del regno di Dio, la realtà e il messaggio della risurrezione.

Tutto questo avviene senza semplificazioni, in modo rigoroso e consequenziale.

Il lettore e la lettrice si trovano di fronte ad un libro che offre due possibilità. Chi vuole conoscere il pensiero dell’Autore sulle varie questioni, può limitarsi alla prima parte di ogni pagina. Chi desidera, invece, verificare a quali fonti l’Autore ha attinto, potrà usufruire di un ricco corredo di note a piè pagina, ove troverà rimandi, citazioni, segnalazioni ulteriori, annotazioni personali. Tutto questo permette un approfondi-mento di grande pregio.

Vorrei aggiungere alcune osservazioni che ritengo importanti:

1) Mi sembra che avrebbe ulteriormente arricchito il volume una sobria docu-mentazione di tutto quel filone cristologico che, sempre minoritario, ha attraversato tutti i secoli, ancor prima di Ario, partendo dal giudeo-cristianesimo fino alle numerose ricerche degli antitrinitari e di tutte le esperienze ecclesiali che non hanno mai accettato Nicea e Calcedonia.

2) Per chi ha seguito il dibattito cristologico degli ultimi 60anni, il libro non costituisce una novità sul piano dei contenuti. Il cantiere cristologico è incredibilmente fecondo e attivo. Ma queste pagine congiungono chiarezza, coerenza e sistematicità in modo difficilmente superabile. Sul piano esegetico ed ermeneutico esse costituiscono un ponte offerto a chi, con fede matura, incarnata, liberante e impegnativa vuole prendere congedo dalle teologie dogmatiche classiche, senza nulla perdere del vitalissimo messaggio evangelico.

3) Resta il fatto che molti lettori, leggendo queste pagine, si troveranno del tutto spiazzati rispetto all’insegnamento ufficiale del magistero. Vissi personalmente questo smarrimento oltre 40anni fa quando studiai le opere cristologiche di Kung e di Schillebeeckx. Diventa evidente che, “se Gesù non è Dio, occorre reimpostare dalle fondamenta la propria esperienza di fede…Sarebbe vano illudersi che possa restare in piedi la vecchia dogmatica”(pag 167). La cristologia calcedonese delle due nature in Gesù oggi non risulta più sostenibile, come ben documenta il nostro Autore. Tuttavia essa è presente come unica nel catechismo, nei documenti ufficiali del magistero, nei linguaggi della liturgia e della predicazione. “ L’affermazione che Gesù è, pienamente e solamente, una persona umana, il rifiuto dell’ontologizzazione della formula “figlio di Dio”, oggi costituiscono un dato acquisito dalle scienze bibliche, anche se “da qualche decennio si assiste a una crescente emarginazione dei dissenzienti”(pag174). Oggi, eccettuati i biblisti e i teologi di corte e quelli che sono interiormente legati alle formulazioni tradizionali, pensare Gesù nei termini di Nicea e Calcedonia e farne la seconda persona della trinità, diventa una impresa senza fondamenti biblici. Mi sembra tuttavia che non sia sufficientemente diffusa la percezione dello spessore della partita in gioco. Esiste, a mio avviso, la sottovalutazione della distanza che separa la dogmatica tradizionale dalla vita e dal linguaggio delle donne e degli uomini di oggi. Nasce la domanda: quel linguaggio tradizionale può ancora “veicolare” il gioioso annuncio del nazareno? L’Autore mette bene in risalto quanto le due concezioni siano lontane ed inconciliabili.

4) Voglio esprimere all’Autore la mia gratitudine per aver ribadito a più riprese quello che ha orientato ogni mia ricerca teologica e pastorale: “Quelle che sono crollate non sono le verità cristiane, ma le sovrapposizioni storiche. Al contrario, il nucleo vitale del cristianesimo non può crollare. Come scrive Rahner, la nostra fede cristiana nel suo fondamento più intimo è semplice, viva, inesauribile. Essa è valida e efficace anche oggi e domani”(pag. 230). Mi sento in profonda sintonia di cultura e di fede con Elio Rindone. Questo è il Gesù che ci rinvia a Dio: “Alla fede proprio in questo Dio Gesù invitò con la parola e l’azione nei suoi giorni terreni: è questo il senso di tutta la sua attività. Pertanto chi eliminasse dalla vita di Gesù la sua continua e particolare relazione con Dio distruggerebbe il suo messaggio e la realtà della sua vita”(pag. 214). Dio è per Gesù la fonte della vita, della sua prassi, della sua speranza e della sua fiducia nel futuro dell’umanità. Questa sua strada è anche la nostra.

5) Ecco perché chi ha letto con serietà, come il nostro Autore, Rahner e Schillebeeckx non trova affatto nuove e relativizza alcune recenti opere come quelle di Fox e trova semplicistiche ed ideologiche molte pagine di Spong.

6) Finisco questa recensione con un invito caldissimo alla lettura. Anzi, voglio confidare ai lettori e alle lettrici di queste mie note che l’opera di Elio Rindone è uno dei libri più significativi e limpidi che io ho letto nella mia vita. Queste pagine ci aiutano a crescere nella fede in quel Dio che , come ci ha insegnato Gesù, ci accoglie e ci accompagna misteriosamente nei giorni del nostro pellegrinaggio e ci raccoglie oltre la nostra morte.

 Franco Barbero 16/09/2011

http://donfrancobarbero.blogspot.com

 


L’ENIGMA GESU’ E LA SVOLTA TEOLOGICA POST-CONCILIARE

ELIO RINDONE, Chi è Gesù di Nazareth?, Roma 2011, Pagine 240, prezzo di copertina euro 15, ma acquistabile on line sul sito ilmiolibro.it a 10 euro.

 

Chi è stato Gesù? Nel 1965 si è chiuso il Concilio Ecumenico Vaticano II e, per la Chiesa cattolica, è stato un terremoto. Solo Ratzinger e quanti, al suo seguito, cercano di neutralizzare la rivoluzione copernicana allora avviatasi nel modo di concepire la fede, l’hanno capito davvero. Gli altri – i non addetti ai lavori teologici – non hanno idea di quanto sia successo realmente. Proprio per i “non teologi” il filosofo e teologo palermitano Elio Rindone, da anni trapiantato a Roma, ha scritto questo volumetto (intenso, ma che si legge d’un fiato) sulla figura di Cristo: Chi è Gesù di Nazareth? Idee nuove dopo il Concilio. Più precisamente, su come è stato inteso nella teologia scolastica (dal Medioevo sino al 1965) e come viene inteso dalla teologia contemporanea: non più un mitico personaggio celeste, bensì un uomo in carne e ossa che ha sconvolto i parametri del suo tempo insegnando – con le parole ma soprattutto con l’esempio – che l’unico Dio di tutte le religioni non vuole liturgie vuote né acrobazie dogmatiche, bensì una società centrata sui bisogni dei poveri, degli ammalati, dei bambini, dei “vinti”. I vangeli – letti con onestà e competenza – parlano chiaro: i “valori non negoziabili” non riguardano la bioetica o le sovvenzioni alle scuole cattoliche, bensì la giustizia sociale e la solidarietà fraterna.

 

Augusto Cavadi

 

“Repubblica – Palermo” 25.9.2011

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